Il Festival Nessiah quest’anno si digitalizza e viene trasmesso in streaming sul canale YouTube per cogliere in questo momento di grande difficoltà, in Italia in generale e nel settore della cultura in particolare, l’opportunità di  trasformare una eccellenza locale in un Festival conosciuto e riconosciuto a livello nazionale e oltre.

Quest’anno sono sette gli appuntamenti musicali, tutti fruibili in streaming, per raccontare il mondo ricco e affascinante delle lingue ebraiche e il loro viaggio attraverso la storia.

Le “lingue giudaiche” sono un universo sorprendentemente variegato. L’ebraico – antico e moderno – lo yiddish, il ladino, l’aramaico, il giudeo-italiano, la lingua zarfatica, per citarne alcune, ma la lista è lungi da essere completa.

La ricca e travagliata storia degli ebrei, sparsi per quasi due millenni tra i popoli del mondo, è anche la storia del loro rapporto con l’ebraico, la lingua sacra della preghiera, e con le lingue parlate della quotidianità, spesso fortemente influenzate dagli idiomi locali, ma senza mai rinunciare alla propria distinta identità.

Il rapporto con le lingue locali nei paesi dell’esilio è un rapporto di dialogo, di accettazione reciproca; a volte di compenetrazione, a volte di competizione; raramente di conflitto.  

La lingua diventa molto più di un mero mezzo di comunicazione: è uno strumento di sopravvivenza, di integrazione e emancipazione in comunità nuove, in cui lo straniero è sicuramente meglio accettato se ha padronanza della lingua locale.

La lingua è anche, e forse soprattutto, lo specchio della cultura dalla quale nasce e il più forte elemento identitario, unificante, che accomuna i suoi parlanti, creando uno spazio linguistico e culturale dal quale gli altri sono esclusi.