COMUNITÀ


5 Tevet 5779 - ה טבת התשעט

Dalle prime testimonianze alla fine del XIV sec

Dal XV al XVII secolo

Dal 1700 ai nostri giorni

Se la prima testimonianza diretta dell’esistenza a Pisa di una comunità ebraica risale alla seconda metà del XII secolo, la stabile presenza di ebrei a Luni e a Lucca, documentata assai prima del Mille, rende piuttosto probabile che in questa stessa epoca essi risiedessero, più o meno continuativamente, anche in un centro portuale come Pisa, che, oltre ad essere il principale approdo toscano, costituiva un ideale punto di transito per i traffici che collegavano l’Oriente al cuore dell’Europa. Ed altrettanto plausibile è la frequentazione del porto pisano nel più che secolare periodo che, immediatamente dopo l’anno mille, vide la grande espansione mediterranea della città, da parte di ebrei la cui principale funzione era verosimilmente quella di far da tramite in campo commerciale, ma anche culturale, tra aree cristiane e mondo islamico. Documentata con certezza in un atto rogato nell’859 è comunque la proprietà di un Donato “ex genere Ebreorum” a Fabbriche di Cigoli, nel Valdarno inferiore, in prossimità di S. Miniato; e sappiamo dal resoconto di viaggio dell’ebreo spagnolo Beniamino da Tudela che interno al 1160 viveva a Pisa una ventina di ebrei. Della continuità di questo insediamento sono prova le iscrizioni funerarie in caratteri ebraici, databili alla seconda metà del ‘200, presenti sul lato estremo delle mura occidentali, nelle immediate adiacenze della Piazza del Duomo, e soprattutto, una norma statutaria, deliberata sul finire del secolo, che imponeva agli ebrei di risiedere tutti in un medesimo luogo della città, il cosiddetto “classus iudeorum”, in cui peraltro essi si erano già raggruppati spontaneamente. L’assenza di barriere fisiche di separazione, la possibilità anche per i cristiani di risiedervi, la libertà di circolazione e di scelta della zona da abitare ci dicono che siamo in presenza non tanto di un ghetto, quanto di una concentrazione volontaria, che gli ebrei pisani lasciarono nei primi decenni del ‘300, quando si trasferirono, passando l’Arno, in uno o più edifici nella cappella di San Lorenzo in Chinseca, grosso modo tra le odierne via San Martino e Piazza Chiara Gambacorti. Intorno alla metà del XIV secolo la presenza ebraica in città dovette però conoscere una crisi, come si può ipotizzare dalla scarsità di riferimenti documentari e dall’emissione, nel giugno 1353, di un bando che invitava gli ebrei a stabilirsi a Pisa. Nell’immediato l’appalto, con tutta evidenza rivolto a mercanti che potessero dare un apporto al rilancio della ormai stagnante economia pisana, non produsse gli effetti sperati; solo qualche decennio più tardi, nel quadro della capillare diffusione in molte zone dell’Italia centrale della banca ebraica, si registrò il massiccio arrivo nella città tirrenica di ebrei prestatori, per lo più di origine romana.

I banchi ebraici attivi a Pisa tra la fine del ‘300 e la prima conquista fiorentina nel 1406 furono almeno tre. E’ probabile che il più antico, intestato a Sabato di Dattilo da Roma e a suo figlio Musetto, operasse già nel 1385, durante la Signoria di Piero Gambacorta; dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1392, altri due banche andarono ad aggiungersi al primo, godendo del favore del nuovo signore Jacopo d’Appiano. Si trattava dell’azienda di Matassia del fu Sabato e di suo figlio Vitale, appartenenti alla famiglia romana dei “de Sinagoga” e di un banco di proprietà di quattro soci, tra i quali figura il già citato Sabato di Dattilo da Roma.

Passata a Pisa ai Visconti nel febbraio 1399, il 20 ottobre di quell’anno il luogotenente del Duca di Milano e gli anziani di Pisa concessero ai prestatori ebrei i primi capitoli che siano giunti per la città. Di durata decennale a partire dalla scadenza dei precedenti, che risalivano probabilmente al Gambacorta, i capitoli, stipulati con Sabato di Dattilo da Roma e suo figlio Musetto, ma validi per qualsiasi ebreo prestatore, non ponevano alcun limite al proliferare dei banchi, purché per ciascuno di essi fosse versata una tassa annuale di 100 fiorini d’oro.

COMUNITA EBRAICA DI PISA
Via Palestro, 24 56127 Pisa (I)
tel./fax (+39) 050:54.25.80
com_ebraicapi@tin.it