COMUNITÀ


20 Av 5779 - כ אב התשעט

Shavu’òth

“Conterete cinquanta giorni fino all’indomani della settima settimana ed allora presenterete al Signore un’offerta farinacea nuova (di frumento nuovo)”. “È la festa della raccolta, alla fine dell’anno, quando avrai raccolto dai campi i frutti del tuo lavoro” (Esodo XXIII, 16).

Il 6 di Sivàn (questa data non è scritta nella Torà) cade la festa di Shavu’òth (festa delle settimane), secondo dei shalòsh regalìm. Commemora la rivelazione del Signore sul Monte Sinài, per cui si chiama anche zemàn mattàn toraténu (tempo in cui ci fu data la Torà). In questo giorno Israele ha trovato, nella Legge, la sua vera libertà.
La festa dura due giorni di festa solenne (uno in Israele) e ci si arriva con un cammino di 7 volte 7 giorni, da Pésach; molti usano passare la prima notte leggendo testi biblici e le hazaròth (esposizione dei 613 precetti, 248 positivi e 365 negativi, della Torà; 248 come le membra del nostro corpo e 365 come i giorni dell’anno).
A Shavu’òth si mangiano latticini, perché la tradizione dice che lo studio della Torà ha il sapore del latte e del miele. Si dice anche che, come il bebè ha bisogno del latte per nutrirsi, così il popolo di Israele, che è “appena nato”. Nella Torà, inoltre, subito dopo la prescrizione della festa di Shavu’òth, viene quest’altra: “Non cucinerai l’agnello nel latte di sua madre”. Così gli ebrei si cibavano di latte, per non trasgredire alla legge.

Noterelle Liturgiche
A Shavu’òth si legge la meghillà di Ruth: è la bellissima storia di una donna della tribù di Moab che sposa un ebreo. Rimasta vedova, decide di condividere il destino della suocera, Noemi, anch’ella vedova e cui sono morti entrambi i figli. Noemi torna a Betlemme, di cui è originaria, e Ruth la segue, sposando poi un parente della suocera – Booz – ed entrando a far parte del popolo ebraico. Da Ruth e da Booz discenderà il re Davide.
La storia di Ruth è paradigmatica di rapporti interetnici ed interreligiosi basati sull’amicizia e sull’integrazione: proprio da Ruth – che provenendo da un altro popolo decide dopo la morte del marito ed in assoluta autonomia di far parte del popolo ebraico – discenderà la dinastia sotto la quale Israele raggiungerà il massimo splendore. E da Ruth discenderà quindi anche il Messia, che, secondo la profezia di Isaia, apparterrà alla discendenza di Davide.

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