Lulàv
È un ramo di palma (lulàv) cui sono legati due rami di salice (’aravà) e tre di mirto (hadàs); a questi si aggiunge un cedro (etròg). La palma dà un frutto dolce, ma senza profumo; il salice non ha né sapore né profumo; il mirto ha profumo ma non sapore; il cedro ha sapore e profumo.

Durante Sukkòth è prescritta la cerimonia del Lulàv, che consiste nello scuotere il lulàv voltandosi verso i quattro punti cardinali, tenendo nella mano sinistra il cedro. Le quattro specie di vegetali del lulàv simboleggiano quattro tipi di persone che hanno o non, sapienza e bontà. Alcune sono sapienti e generose, altre sapienti ma non generose, altre generose ma non sapienti, altre ancora né sapienti né generose.
Si dice anche che l’etròg simboleggia il cuore dell’uomo; il lulàv la colonna vertebrale, il mirto l’occhio; il salice la bocca.
Si dice anche che le quattro specie ricordano quattro periodi storici: il lulàv, il periodo dei Re; il mirto, fragrante, l’era del Talmùd e della saggezza; il salice piangente rappresenta i secoli dell’esilio; l’etròg, saporito e profumato, simboleggia la speranza per il futuro.
Comunque, come nel lulàv si riuniscono le quattro specie, così gli uomini devono essere tutti uniti fra loro, volersi bene ed aiutarsi reciprocamente.








