COMUNITÀ

EBRAISMO

13 Shevat 5772 - יג שבט התשעב

Kippùr

Yom Kippùr, o giorno dell’espiazione, cade il 10 di Tishrì. È il giorno del perdono, il più sacro dei dieci giorni di contrizione. In questo giorno chiediamo al Signore di perdonarci per tutti i nostri peccati e di iscriverci nel Libro della Vita, della Pace e della Benedizione. E il Signore in questo giorno “suggella” la Sua decisione.
A Kippùr ogni lavoro è assolutamente proibito e, secondo l’istruzione biblica (Levitico 23-32): “Voi affliggerete le vostre persone”. Ci si deve astenere da ogni cibo e bevanda per tutta la durata della solennità (dalla sera della vigilia alla sera dell’uscita dalla solennità stessa). Il digiuno, infatti, ci aiuta a fare teshuvà (a pentirci) ma da solo non basterebbe: occorre, soprattutto, il nostro vero pentimento e la promessa di comportarci sempre bene. E non solo al Signore dobbiamo chiedere perdono, ma anche a tutte le persone alle quali abbiamo recato offesa.
Mentre a Rosh Hashanà il suono dello shofàr è prescritto dalla Torà ed è l’elemento principale della festa, a Kippùr lo shofàr è suonato solo a conclusione della giornata.
Quasi per esprimere la propria fiducia in un lieto futuro, molte persone, finito Kippùr, iniziano la costruzione della capanna (sukkà) per la successiva festa di Sukkòth.

Noterelle Liturgiche
Una delle preghiere più importanti è il Kol Nidré, che, più che una preghiera, può dirsi una dichiarazione; essa stabilisce infatti che tutti i voti e gli obblighi, fra uomo e Dio, che non si sono potuti osservare, siano da questo momento annullati. Nel Medioevo, capitò spesso che gli ebrei fossero costretti ad assumersi obblighi contrari alla nostra religione e perfino di cambiarla, contro la loro volontà. È soprattutto per questi voti che il Kol Nidré fu inteso, inizialmente.
Un’altra importante preghiera è Al Chèt: la confessione pubblica e collettiva di tutti i peccati da noi commessi. La confessione è molto importante perché il Signore perdona chi si pente con sincerità del male commesso.

Kippùr si basa su tre concetti fondamentali:

Esame di coscienza (cheshbonòt néfesh)
Confessione delle nostre colpe (viddùi)
Espiazione (kapparà) e Perdono (selichà)